Sicurezza

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In generale la situazione interna del Paese non presenta particolari criticità. Il tasso di criminalità, in particolare nelle zone turistiche, è basso.

Va tuttavia rilevato che nel maggio del 2005 hanno avuto luogo simultaneamente 3 attentati terroristici in altrettanti centri commerciali della Capitale. Nell’aprile 2006 si sono registrati episodi dinamitardi nella capitale, con danni a strutture.
Particolare cura è posta dalle Autorità locali per promuovere il turismo, che trova generalmente un ambiente favorevole e sereno. Gli spostamenti all’interno del Paese, soprattutto nelle zone di maggior interesse turistico, non presentano di norma particolari difficoltà.

Il locale Ministero del Turismo emana la lista delle zone e delle regioni dove vige il divieto di accesso. Si consiglia di acquisire preventivamente informazioni sull’accessibilità delle regioni che si intende visitare presso l’Ambasciata del Myanmar, tenendo conto del fatto che le zone interdette possono comunque variare in qualsiasi momento senza preavviso e che è bene verificare sempre in loco se la località che si intende visitare sia effettivamente accessibile. Tra le zone proibite si segnalano il Chin State ed il Kayah State.

Zone a rischio sconsigliate:

  1. la zona di frontiera con la Thailandia, teatro di occasionali scontri a fuoco poiché vi si trovano contrabbandieri, gruppi di ribelli e di rifugiati. In particolare si consiglia di evitare lo Stato dello Shan ( nella regione di Tachileik) e lo Stato del Kayin ( nella regione del Myawadi); 
  2. la zona di frontiera con il Bangladesh caratterizzata da forti tensioni etniche e religiose, che esplodono spesso in scontri violenti; 
  3. lo Stato del Rakhine.

Zone di cautela:
Va adottata particolare cautela nelle zone di confine del Paese quali: 

  1. quelle limitrofe allo Stato del Kachin ed alla Cina; 
  2. la regione del “triangolo d’oro” (area al confine tra il Myanmar, il Laos e la Thailandia), nota per la produzione di oppio. Peraltro, l’accesso in dette zone è consentito solo con autorizzazione delle Autorità locali, che può essere rifiutata per motivi di sicurezza. Tali aree sono normalmente fuori dagli abituali percorsi turistici.

Avvertenze:
Si consiglia di registrare sempre i dati del viaggio che si intende effettuare nel sito www.dovesiamonelmondo.it

Si segnala che fuori dai centri abitati sono presenti numerose specie di rettili alcuni dei quali velenosi.
Si consiglia inoltre di: 

  • attenersi strettamente alle istruzioni fornite in loco dalle agenzie turistiche o dalla guida di fiducia; 
  • non esprimere in pubblico giudizi sulle Autorità politiche e governative locali; 
  • non fotografare aeroporti, ponti, personale e strutture militari poiché rigorosamente vietato; 
  • diffidare di occasionali “cambiavalute” (comprese le guide) che affollano i siti turistici ed i mercati frequentati dagli stranieri; 
  • non indossare pantaloni corti e magliette senza maniche quando si visitano luoghi di culto in quanto i principali siti turistici del Paese sono buddisti; 
  • rispettare gli usi e costumi locali, evitando così spiacevoli malintesi;
    Prima di entrare in una pagoda o in un monastero è obbligatorio togliersi scarpe e calze.

Normativa prevista per l'uso e/o spaccio di droga (leggera e pesante):
la legislazione birmana sull’uso e sul possesso degli stupefacenti è molto severa e, nei casi più gravi, è prevista la pena di morte.

Normativa locale prevista per abusi sessuali o violenze contro minori:
gli abusi sessuali sui minori sono considerati reati gravissimi e comportano pene detentive non inferiori ai sette anni; è previsto l’ergastolo nei casi più gravi.
Va ricordato, inoltre, che coloro che commettono all’estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione) vengono perseguiti al loro rientro in base alle leggi in vigore in Italia.

Per la legge birmana, in caso d’incidente stradale che coinvolga un pedone, il guidatore dell’auto è considerato sempre colpevole. Si raccomanda, pertanto, di evitare di mettersi alla guida anche se si è in possesso di patente internazionale.

In caso di problemi con le autorità locali di Polizia (stato di fermo o arresto), si consiglia di informare sempre l’Ambasciata o il Consolato italiano presente nel Paese per la necessaria assistenza.